dobbiamo cambiare
il nostro Paese ?
La nostra coscienza di Cittadini
non può mollare adesso !
possiamo fare
per cambiare ?
Come possiamo attivarci
per far sentire la nostra voce !

Che sia ormai indispensabile che l'Italia pensi a una vera Primavera è fuor di dubbio. E per vera Primavera si intende una totale inversione di rotta in quelle che sono divenute nel tempo delle consuetudini perverse nella gestione della cosa pubblica. Perversa è la burocrazia, perverso è il clientelismo esasperato, perversa è l'onestà giuridica a dispetto dell'onestà intellettuale. Tutto viene costruito per procurare una copertura giuridico legale ad ogni azione, ad ogni provvedimento, ad ogni intervento. Così facendo i cittadini, gli utenti, gli elettori sono costretti a vivere una follia collettiva che giorno dopo giorno li strangola fino ad impedire loro qualunque azione di riscossa civile a questo status. Non possiamo eleggere chi vogliamo, non possiamo contrastare leggi inique, non possiamo essere considerati come persone che possono contare su un disimpegno dagli interessi delle multinazionali, in particolare negli ambiti dell'energia, dell'alimentazione, della salute pubblica e della sicurezza personale. Questa follia collettiva ci porta a trascurare quasi totalmente i rapporti familiari, a vedere gli altri come il nemico perché considerato il furbo di turno che ci vuole truffare. In una sola parola ha preso il sopravvento la convenienza rispetto al rapporto da vivere con le persone. Ecco dunque che la società è stata stravolta e dimenticata nei suoi concetti più veri e puri. E' da questa base che andremo a valutare tutte le tematiche che porteranno a riconsiderare i rapporti familiari, quelli sociali, e quelli del lavoro. Solo da queste valutazioni potranno nascere una nuova socialità, un nuovo concetto del lavoro, una nuova politica nazionale che ponga al centro del suo universo e del suo interesse l'uomo e la sua appartenenza ad una natura incontestabile ed incontrovertibile. Da oggi noi tutti abbiamo la necessità di ottenere dei risultati concreti e immediati per poter cominciare a ricostruire in nostro Paese, questo nostro stupendo Paese, cominciando dalla prima e più importante cellula della società: la Famiglia. Famiglia che è composta di uomini e donne ed è ai loro bisogni che rivolgiamo la nostra attenzione per dare un significato pieno alla loro esistenza corroborandolo di quella dovuta dose di dignità che spetta a ciascun essere vivente.
Chi legge queste righe, che rappresentano il "Manifesto della Primavera d'Italia", sarà portato a pensare che queste sono solo parole, magari condivisibili, ma nient'altro che parole. Se gettiamo la spugna ancor prima di riflettere e agire, allora è davvero la fine, allora davvero la vecchia politica e le grandi lobbies rimarranno in sella senza alcuna vera preoccupazione. Vogliamo davvero questo? La Primavera d'Italia si propone e si pone in modo costruttivo con le Famiglie per affrontare queste tematiche e per ridare significato all'esistenza di noi tutti. Primi fra tutti i giovani, i nostri figli, ai quali stiamo consegnando "una eredità che non possono rifiutare": un paese con un debito pubblico immenso e una socialità distrutta da politiche perverse. Sta a noi ora accendere un riflettore su una strada che sia davvero percorribile e che consenta ai giovani di ritrovare la fiducia smarrita. E' alla generazione dei genitori che spetta questo compito, genitori che fino ad oggi hanno delegato totalmente ogni funzione in fiducia completa. Oggi dobbiamo riprenderci quelle deleghe e uilizzarle secondo concetti concreti che portino a costruire ogni giorno un percorso. Il ruolo che ci riconosciamo come la Primavera d'Italia è quello di raccogliere il pensiero delle famiglie, delle associazione culturali, delle piccole associazioni tra imprenditori, e con loro elaborare questi pensieri trasfondendoli in opinioni da portare al tavolo di chi è stato preposto a governare, sia in sede locale, sia regionale, sia nazionale. Ne nasceranno indicazioni che non potranno più essere snobbate o non viste poiché nascenti da una base qualificata, perché supportate da progetti, da programmi e sviluppo sociale, del lavoro, imperniate su una industrializzazione che si coniughi nel rispetto della socialità con vere ricadute economiche diffuse; ovvero una redistribuzione del reddito che transita attraverso un coinvolgimento globale, dalla famiglia all'imprenditoria, dalla politica alla gestione della cosa pubblica.
Gli obiettivi fondamentali che ci poniamo sono quelli legati ai settori primari dell'energia, dell'agricoltura, dell'alimentazione, della salute, delle micro, piccole e medie imprese, dei professionisti.
Attraverso un'ampia condivisione degli obiettivi, dei programmi, e delle modalità concrete di realizzazione potremo finalmente costruire una forte socialità legata ad una solidale produzione industriale in tutti i settori che consenta di offrire ai cittadini la certezza delle relazioni, della fiscalità, del diritto.
Questi sono gli obiettivi che potremo raggiungere solo con la sincera partecipazione dei tanti che abbiano a cuore il destino dei nostri figli e del nostro Paese.